Cosa provoca il “mal di schiena”?

Il ”mal di schiena”, clinicamente definito come lombalgia corrisponde a quel fastidioso dolore della parte bassa della colonna, coinvolgendo a volte anche gli arti inferiori.

Il mal di schiena può variare di intensità, da un dolore sordo e costante a un dolore improvviso, acuto o lancinante. 

Può iniziare improvvisamente a causa di un incidente o sollevando qualcosa di pesante, oppure può svilupparsi nel tempo con l’età. 

Anche fare poco esercizio seguito da un allenamento faticoso può causare mal di schiena. Nella maggior parte dei casi, però, si tratta di lombalgia non specifica,in quanto non direttamente attribuibile ad una CAUSA riconoscibile.

Oltre il 70% della popolazione occidentale soffre di lombalgia

Essa rappresenta una delle cause principali di disabilità ed astensione dal lavoro nel mondo occidentale, interferendo negativamente sulla qualità di vita dei soggetti che ne soffrono.

QUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO?

I fattori di rischio includono fattori costituzionali, occupazionali, legati allo stile di vita e psico-sociali:

  • Età: con un maggior rischio di comparsa tra i 35 e i 55 anni. La perdita di massa ossea dovuta all’avanzare dell’età può portare a fratture e, allo stesso tempo, l’elasticità e il tono muscolare diminuiscono. I dischi intervertebrali iniziano a perdere fluido e flessibilità, il che diminuisce la loro capacità di attutire il carico.
  • Sesso: con un maggiore rischio per le donne.
  • Statura: con un maggior rischio nelle persone alte.
  • Livello di forma fisica: il mal di schiena è più comune tra le persone che non sono fisicamente in forma. I muscoli deboli e ipotonici della schiena e dell’addome potrebbero non supportare adeguatamente la colonna vertebrale. Gli studi dimostrano che l’esercizio a basso impatto può aiutare a mantenere l’integrità dei dischi intervertebrali.
  • Aumento di peso: essere in sovrappeso o aumentare rapidamente di peso può costituire un fattore di stress per la colonna.
  • Il patrimonio genetico: in particolare per le patologie discali.
  • Fattori legati al lavoro: svolgere un lavoro che richiede il sollevamento, la spinta o la trazione di carichi pesanti, in particolare quando si tratta di torcere o far vibrare la colonna vertebrale, può causare lesioni e dolore. Allo stesso tempo lavorare alla scrivania tutto il giorno può contribuire al dolore, soprattutto a causa di una postura prolungata e scorretta, con un supporto insufficiente per la schiena.
  • Salute mentale: fattori come l’ansia e la depressione possono influenzare il modo in cui ci si concentra sul dolore e la percezione della sua gravità.
  • Fumo: può limitare il flusso sanguigno e l’ossigeno ai dischi, facendoli degenerare più velocemente.

LE CAUSE

Le cause legate alla lombalgia si dividono in cause meccaniche che dipendono dalla schiena e cause che non dipendono da fattori spinali. Per cause meccaniche si intende qualsiasi processo patologico che interessi le strutture innervate da terminazioni dolorifiche:

  • vertebre
  • dischi
  • legamenti
  • muscoli
  • radici nervose

Le lombalgie meccaniche sono considerate circa il 90 % di tutte le affezioni dolorose della colonna e possono essere dovute a trauma improvviso o sovraccarico funzionale.

Un’ anomalia dell’assetto posturale comporta una scorretta distribuzione del carico a livello del disco, delle faccette articolari e dei tessuti molli.

Tra le fonti non spinali troviamo: le lombalgie dovute ad altro distretto, ovvero anomalie a carico delle anche, della sacro-iliaca o del piriforme, tali da produrre un dolore riferito lombare; le lombalgie dovute a patologie specifiche, in cui il dolore lombare si manifesta come conseguenza di una patologia sistemica, come infiammazioni o infezioni.

ERRORI NELLA CURA DEL MAL DI SCHIENA

La maggior parte delle persone con mal di schiena si ferma ad un iniziale terapia farmacologica e nel 90 % dei casi il problema ritornerà. 

In generale, le recidive si verificheranno più frequentemente e saranno più gravi.

Per ottenere dei risultati più duraturi nel trattamento del mal di schiena cronico è necessario un approccio multifattoriale, che tenga in considerazione tutte le dimensioni del problema, combinando test valutativi, rieducazione al movimento, rinforzo dei muscoli centrali del nostro corpo, il “core”.

Nel corso delle mie esperienze, come trainer certificata di Gyrotonic® e Gyrokinesis®, ho avuto l’opportunità di osservare casi clinici diversi nei quali il miglioramento in termini di core stability in relazione ai principi del metodo Gyrotonic® ha prodotto notevoli benefici nell’immediato e importanti mutamenti nello stile di vita e stato di benessere nella costanza del trattamento.

SUGGERIMENTI E CONSIGLI UTILI

Movimento…è la parola chiave!

La staticità nuoce, ed essa porta ad assumere posture scorrette e dannose.

Un’attività fisica mirata, che tenga conto delle nostre caratteristiche fisiche individuali, può prevenire patologie degenerative a carico della colonna e in generale di tutte le articolazioni del nostro corpo. 

È questo il caso del Gyrotonic Expansion System®.

È fondamentale uscire dal concetto delle “10 sedute di…” poiché, quando ci troviamo in presenza di problematiche che non necessitano di un intervento chirurgico, ma che comunque sono patologie croniche, come il mal di schiena, i cambiamenti strutturali sono irreversibili ed è quindi necessario stabilire un nuovo equilibrio (risoluzione della fase infiammatoria, controllo dello stato delle masse muscolari, recupero della postura corretta, ecc.)

Di fondamentale importanza risulta il cosiddetto mantenimento; spesso alla risoluzione della fase dolorosa la persona pensa di aver risolto e spera di essere definitivamente guarito e riprendendo l’attività quotidiana, senza un’adeguata preparazione, molto frequentemente la patologia torna a riproporsi.

Da qui l’esigenza di una risposta terapeutica a lungo termine che svolga anche un ruolo di prevenzione.

L’allenamento “per la prevenzione” deve essere prescritto e realizzato attraverso un importante progetto d’equipe caratterizzato dal lavoro in sinergia tra: medico, professionista sanitario, professionista del movimento e cliente.

Il movimento? È l’ analgesico naturale di cui tutti abbiamo bisogno!

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